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Audit Interno

Verifica sistematica del sistema HACCP effettuata dall'azienda stessa o da un consulente esterno.

Cosa significa Audit Interno?

<p>L'<strong>audit interno</strong> è la verifica sistematica e pianificata con cui l'impresa alimentare controlla, dall'interno, il proprio sistema HACCP per accertarne il corretto funzionamento. Può essere svolto da una persona dell'azienda dotata di adeguata competenza e, idealmente, indipendente dall'area verificata, oppure da un consulente esterno incaricato. A differenza del controllo ufficiale, l'audit interno è uno strumento volontario di miglioramento: serve a individuare carenze, scostamenti e opportunità di miglioramento prima che diventino problemi, mettendo a confronto ciò che il piano prevede con ciò che effettivamente avviene in cucina o in produzione.</p> <h3>Riferimento normativo</h3> <p>Il <strong>Reg. CE 852/2004</strong> richiede agli operatori del settore alimentare di predisporre, applicare e mantenere aggiornate procedure basate sui principi HACCP, il che implica una verifica periodica della loro efficacia. L'audit interno è la modalità con cui si dà attuazione concreta a questa esigenza di riesame: consente di confermare che le misure di controllo siano applicate, che le registrazioni siano tenute correttamente e che il sistema resti adeguato all'evolversi dell'attività. Il regolamento richiede inoltre che la documentazione sia tenuta a disposizione dell'autorità competente.</p> <h3>Esempio pratico</h3> <p>In una mensa aziendale, una volta l'anno il responsabile dell'autocontrollo (o un consulente esterno) percorre l'intero processo: verifica la coerenza tra manuale e prassi, controlla a campione le schede delle temperature, ispeziona lo stato igienico dei locali, intervista il personale sulle procedure e annota le non conformità riscontrate. Per ciascuna definisce un'azione correttiva con responsabile e tempistica, e ne controlla l'attuazione nell'audit successivo.</p> <h3>Errori comuni e rischi</h3> <ul> <li>Considerare l'audit interno una formalità da archiviare senza reali verifiche sul campo.</li> <li>Non documentare le non conformità rilevate e le azioni correttive intraprese.</li> <li>Affidare l'audit a chi gestisce direttamente l'area, perdendo l'imparzialità.</li> <li>Non dare seguito ai rilievi, ripetendoli identici di anno in anno.</li> </ul> <p>Un audit interno solo "sulla carta" non protegge l'azienda: in caso di controllo ufficiale, le stesse carenze non individuate emergeranno comunque, con possibili prescrizioni e sanzioni.</p> <h3>Come gestirlo nel piano HACCP</h3> <p>Nel piano di autocontrollo l'audit interno va programmato con una frequenza definita (almeno annuale) e documentato con un rapporto che riporti gli ambiti verificati, le non conformità, le azioni correttive e la loro chiusura. È buona prassi conservare lo storico degli audit per dimostrare il miglioramento continuo del sistema.</p> <p>Un consulente HACCP può aiutarti a condurre audit interni efficaci e a trasformarli in un reale strumento di miglioramento per la tua attività.</p>

Fonte Normativa

Reg. CE 852/2004

Definizione a cura di 123Haccp — consulenza HACCP e sicurezza alimentare. .

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