normativa

D.Lgs 193/2007

Decreto Legislativo italiano che recepisce la Direttiva 2004/41/CE e abroga alcune direttive in materia di igiene e sicurezza alimentare.

Cosa significa D.Lgs 193/2007?

<p>Il <strong>D.Lgs 193/2007</strong> rappresenta il principale strumento sanzionatorio del sistema italiano in materia di igiene degli alimenti. Recependo la Direttiva 2004/41/CE, questo decreto colma il vuoto lasciato dall'abrogazione della vecchia normativa nazionale (in particolare la legge 283/1962 per molti aspetti) e collega il quadro sanzionatorio interno ai regolamenti del cosiddetto "Pacchetto Igiene" europeo. In pratica, mentre i regolamenti comunitari stabiliscono cosa deve fare un operatore del settore alimentare (OSA), il D.Lgs 193/2007 stabilisce cosa accade se quelle regole non vengono rispettate.</p><h3>Riferimento normativo</h3><p>Il <strong>D.Lgs 193/2007</strong> definisce le sanzioni amministrative pecuniarie applicabili alle violazioni degli obblighi previsti dalla normativa sull'igiene alimentare. Esso opera in stretto collegamento con il Reg. CE 852/2004 e gli altri regolamenti del Pacchetto Igiene, costituendo il riferimento per gli organi di controllo (ASL, NAS, ICQRF) quando rilevano carenze durante le ispezioni presso le imprese alimentari.</p><h3>Esempio pratico</h3><p>Immaginiamo un ristorante in cui l'ispettore ASL rilevi l'assenza del manuale di autocontrollo o la mancata compilazione dei registri di monitoraggio delle temperature. In questo caso il titolare può vedersi contestare una violazione riconducibile al D.Lgs 193/2007, con conseguente verbale e sanzione pecuniaria. Lo stesso vale se si riscontrano carenze igieniche strutturali, personale non formato o procedure di autocontrollo non applicate nella pratica quotidiana.</p><h3>Errori comuni e rischi</h3><ul><li>Ritenere che basti possedere il manuale HACCP senza applicarlo concretamente.</li><li>Non aggiornare le procedure quando cambiano lavorazioni, attrezzature o menu.</li><li>Trascurare la formazione del personale, spesso oggetto di verifica ispettiva.</li><li>Sottovalutare la tracciabilità e la corretta conservazione delle registrazioni.</li></ul><p>Le violazioni accertate durante le ispezioni ASL o dei NAS possono comportare sanzioni amministrative pecuniarie e, nei casi più gravi o reiterati, provvedimenti che incidono sull'operatività dell'attività.</p><h3>Come gestirlo nel piano HACCP</h3><p>Per ridurre il rischio sanzionatorio è fondamentale che il piano HACCP sia non solo redatto, ma effettivamente vissuto: registrazioni compilate con regolarità, procedure coerenti con l'attività reale, personale formato e attrezzature mantenute. Un sistema di autocontrollo ben strutturato e documentato è la migliore difesa in caso di ispezione, perché dimostra la diligenza dell'operatore nel prevenire i rischi igienico-sanitari.</p><p>Se desideri verificare che il tuo sistema di autocontrollo sia realmente conforme e a prova di ispezione, una consulenza HACCP dedicata può aiutarti a individuare e correggere le criticità prima che lo facciano gli organi di controllo.</p>

Fonte Normativa

D.Lgs 193/2007

Definizione a cura di 123Haccp — consulenza HACCP e sicurezza alimentare. .

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