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Raffreddamento Rapido

Processo di abbassamento della temperatura degli alimenti cotti da +60°C a +10°C in meno di 2 ore.

Cosa significa Raffreddamento Rapido?

<p>Il raffreddamento rapido è il processo che porta gli alimenti cotti da una temperatura elevata, intorno a +60°C, a una temperatura di refrigerazione sicura, generalmente +10°C o meno, nel più breve tempo possibile, idealmente entro due ore. Questa pratica è fondamentale perché la cosiddetta zona di pericolo, l'intervallo di temperatura compreso tra circa +4°C e +60°C, è quella in cui i batteri patogeni si moltiplicano più velocemente. Quando un alimento cotto viene lasciato raffreddare lentamente a temperatura ambiente, attraversa lentamente questa fascia critica, dando ai microrganismi sopravvissuti o ricontaminanti tutto il tempo per proliferare e, in alcuni casi, produrre tossine resistenti al calore. Il raffreddamento rapido riduce drasticamente questo rischio.</p><h3>Riferimento normativo</h3><p>La necessità di gestire correttamente le temperature degli alimenti, compresa la fase di raffreddamento, deriva dagli obblighi di igiene del Regolamento CE 852/2004, che impone agli operatori di evitare che i prodotti restino a temperature tali da comportare rischi per la salute e di adottare procedure basate sui principi HACCP per il controllo delle temperature.</p><h3>Esempio pratico</h3><p>In una mensa che prepara grandi quantità di ragù il giorno prima del servizio, il raffreddamento rapido è essenziale. Anziché lasciare la pentola sul fornello spento, l'alimento viene suddiviso in contenitori bassi e posto in un abbattitore di temperatura, che lo porta sotto i +10°C in meno di due ore. Il risultato e i tempi vengono registrati nel piano di autocontrollo come prova del corretto svolgimento della procedura.</p><h3>Errori comuni e rischi</h3><ul><li>Lasciare raffreddare gli alimenti a temperatura ambiente per ore</li><li>Riporre in frigorifero grandi masse calde che non si raffreddano in tempo e alzano la temperatura della cella</li><li>Non suddividere il prodotto in porzioni o contenitori adeguati</li><li>Omettere la registrazione dei tempi e delle temperature di raffreddamento</li></ul><p>Un raffreddamento inadeguato è una delle cause più frequenti di tossinfezioni alimentari e costituisce un rilievo ricorrente nelle ispezioni, con possibili sanzioni ai sensi del D.Lgs 193/2007.</p><h3>Come gestirlo nel piano HACCP</h3><p>Nel piano HACCP il raffreddamento rapido è spesso un punto critico di controllo, con un limite definito in termini di tempo e temperatura, ad esempio il passaggio da +60°C a +10°C entro due ore. Il monitoraggio avviene con termometri a sonda e, idealmente, con l'uso di un abbattitore. Vanno previste azioni correttive in caso di superamento dei tempi, come l'eliminazione del prodotto, e la registrazione sistematica dei controlli.</p><p>Se vuoi gestire correttamente il raffreddamento e le altre fasi a temperatura controllata della tua cucina, una consulenza HACCP può aiutarti a definire limiti, strumenti e registrazioni adeguati.</p>

Fonte Normativa

Reg. CE 852/2004

Definizione a cura di 123Haccp — consulenza HACCP e sicurezza alimentare. .

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